Quale e il trattamento fiscale per gli affitta camere a roma

affittacamere e partita iva

Partita Iva e trattamento fiscale affittacamere a Roma: ecco le informazioni che stavi cercando.

Quando si parla di affittacamere e partita iva si parla di una relazione molto solida. Infatti chi sogna di aprire una propria attività in questo senso deve necessariamente dotarsi di partita iva. Oggi sempre più persone hanno scelto di dar vita a un affittacamere a Roma per poter ospitare turisti provenienti da ogni parte del mondo e che hanno bisogno di soggiornare in città per poter vedere da vicino tutte le meraviglie che la Capitale offre ma anche ad esempio studenti fuori sede che cercano una stanza per alloggiare vicino all’università.

Oltre all’apertura della partita iva, che può essere fatta facilmente anche affidandosi a un commercialista che guiderà il proprietario in ogni fase, è richiesta la registrazione del contratto di locazione turistica o di affitto.

Trattamento fiscale affittacamere e partita iva: differenze con il bed and breakfast

Esiste una fondamentale distinzione tra affittacamere e b&b. Mentre infatti per il bed and breakfast non è richiesta l’apertura della partita iva in quanto trattasi di attività occasionale, per l’affittacamere il possesso della partita iva è un requisito indispensabile poiché questa viene considerata a tutti gli effetti un’attività imprenditoriale.

Tuttavia la legge stabilisce che quando l’attività di affittacamere viene svolta a livello non professionale e quindi occasionale è possibile evitare l’apertura della partita iva. In tale contesto occorre specificare che il carattere dell’occasionalità si concretizza nella messa in affitto di camere presenti nel luogo di residenza o domicilio del soggetto che svolge l’attività in questione. Ad esempio un soggetto decide di affittare due delle camere che si trovano nel suo appartamento e che non occupa.

In questo ultimo caso l’unico adempimento fiscale richiesto è la trasmissione per via telematica della SCIA, ossia la Segnalazione Cerificata di Inizio Attività. All’interno della SCIA vengono riportate informazioni quali:

  • Dati identificativi dell’immobile;
  • Presenza dei requisiti igienico sanitari richiesti dalla legge;
  • Presenza dei requisiti morali del soggetto che avvia l’attività.

Ad ogni modo anche qualora sia svolta attività non professionale il gestore è tenuto a rilasciare ricevuta non fiscale ai clienti per quietanza di pagamento.

Trattamento fiscale Affittacamere e partita iva: la procedura

Per chi svolge attività professionale e continuativa qual è la procedura che occorre seguire in modo specifico?

Anzitutto entro 30 giorni dall’inizio attività bisogna provvedere all’apertura della partita iva e alla trasmissione del modulo SCIA cui seguirà poi l’iscrizione alla Camera di Commercio nel Registro delle Imprese.

Nell’apertura della partita iva occorre inserire un apposito codice, il cosiddetto codice Ateco 55.20.51.

Cosa devono garantire le camere?

Le camere devono essere a norma e devono includere:

  • Energia elettrica;
  • Un letto;
  • Una scrivania;
  • Un cestino per i rifiuti;
  • Un armadio;
  • Pulizia giornaliera con cambio della biancheria;
  • Un bagno per i disabili e uno ogni tre camere.

Talvolta possono essere inclusi anche servizi aggiuntivi come la somministrazione di alimenti e bevande. Ma anche qui bisogna rispettare un’apposita normativa e richiedere l’autorizzazione a procedere all’ASL del territorio di competenza la quale effettuerà un sopralluogo per verificare che ci siano le condizioni idonee.

Oggi aprire un affittacamere può essere abbastanza semplice, ma se decidi di voler avviare questa attività è sempre meglio prima preparare un business plan con la stima dei costi e dei guadagni per evitare di correre rischi e andare incontro al fallimento.